L’uomo che uccise Don Chisciotte – 20 anni a lavorare su un film, e questo è il risultato

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L’uomo che uccise Don Chisciotte esce dopo quasi ventanni e 8 tentativi di realizzazione. Arriva nei cinema italiani il 27 settembre 2018 il film di  Terry Gilliam  con Adam Driver (nei panni del regista del film)

L'uomo che uccise Don Chisciotte

L’uomo che uccise Don Chisciotte

L’uomo che uccise Don Chisciotte

Toby è un geniale e complessato regista che si ritrova in Spagna, per lavorare a un soggetto basato su Don Chisciotte. La produzione va per le lunghe perchè Toby ha perso l’ispirazione. Ispirazione che tornerà grazie a un gitano che vende dvd pirati, tra cui proprio un film opera giovanile di Toby, e sempre con soggetto il Don Chisciotte, girata su un set poco distante da quello attuale. Toby decide quindi di recarsi in questo paesino, dove anni prima aveva scritturato gli stessi paesani per recitare nel suo film…

L’uomo che uccise Don Chisciotte – il trailer

Allora. La trama del film è copiata più o meno alla lettera dal comunicato ufficiale del film. Vi chiederete perché… beh perché descrive la trama di questo film è impossibile. Raramente mi sono trovato così a corto di parole per un film.

Una sola parola mi viene in mente: allucinante! Non sono così sicura che il regista non fosse sotto uso di droga quando ha girato e montato L’uomo che uccise Don Chisciotte. Perché in tutta coscienza non posso dire che il film sia brutto. È oltre, è a un livello di ghirigori mentali che aiuto! Il filo del film è completamente andato, perso dall’inizio alla fine. Siamo qui siamo lì non siamo da nessuna parte, è tutto un sogno ma è tutto vero.

Sembra Alice nel paese delle meraviglie sotto acido questo L’uomo che uccise Don Chisciotte. E non è una critica, è uno di quei film che è talmente allucinante che non riesci a dire se è un capolavoro o una cagata assurda. Fa anche ridere in molti moltissimi punti… il fatto è che non so bene se ridi o se ridi per non piangere. Questo film poteva durare anche 12 ore di fila, e tu saresti lì fermo a vederlo perché ti incanta. È talmente sfasato, privo di senso che ha un suo fascino. Se Parnassus l’uomo che voleva ingannare il tempo (dello stesso registra) è uscito diciamo particolare, per via della tragica scomparsa dell’attore principale e il successivo “riadattamento”, questo film è nato male e è continuato anche peggio.

Credo che il protagonista che ritrova la pellicola a cui aveva lavorato da studente, e si metta a rilavorare sul progetto sia un chiaro parallelo con il regista che 30 anni fa ha provato a girare il film e ha ripreso in mano il progetto dopo appunto 30 anni. Però, complimenti per la tenacia signor regista, ma forse tutte le sfortune che le sono capitate erano dei chiari segni del destino: abbandona questo film, non farlo. Ma noi non diamo peso ai segni del destino, vero sig. regista?! Eh mannaggia che fortuna che sia andato avanti col progetto…

La cosa che mi spaventa è che questi hanno avuto tipo 30 anni per pensare a come fare il film scriverlo eccetera, e questo è il risultato, si sono talmente focalizzati che si è innescata un’autocombustione e ciao al buon senso!

In tutta coscienza vi consiglio di girare bene alla larga da questo film perché se ne esce storditi, che manco a prendere in faccia la pala del mulino a vento si rimane così confusi.

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