Arrival, l’importanza della comunicazione

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Tratto da Storia della tua vita, racconto di Ted Chiang e presentato all’ultimo festival di Venezia a settembre 2016, Arrival di Denis Villeneuve è un film di genere fantascientifico atipico perché non si basa sull’azione o sull’ipotesi ma, come anche il mitico 2001 Odissea nello spazio, ha un respiro più filosofico.

Arrival

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L’arrivo di navi aliene sulla terra crea preoccupazione tra i capi di stato. Per capire le reali intenzioni degli invasori vengono interpellati una esperta di linguistica (Amy Adams) ed un fisico (Jeremy Renner). Riusciranno a comunicare con loro?

La scelta di porre come protagonista una linguista e il richiamo alla legge di Sapir- Whorf che determina come una lingua influenzi anche il pensiero del parlante fanno della pellicola una vera chicca per chi pone il linguaggio al centro dei rapporti umani. Se si riesce a comunicare ci si può comprendere, ipotesi forse ovvia ma poco sfruttare dai Sci-Fi movies.

Altra tesi interessante è quella della differenza tra tempo lineare e tempo ciclico che potrebbe fare il paio con le scioccanti teorie di William James, filosofo associazionista e di Henri Bergson sul flusso temporale e sulla soggettività dello scorrere del tempo, teorie che tra l’altro influenzarono notevolmente il romanzo modernista e come un romanzo stile stream of consciousness il film oscilla tra passato, futuro, visioni oniriche o solo pensate.

A tratti un po’ lento, Arrival è però gestito splendidamente dalla magnifica Amy Adams, delicata e perfetta nel ruolo. Una donna protagonista a 360 gradi di un film a tema fantascientifico non è certo una novità: si ricordino Sigourney Weaver nel ciclo Alien e Jodie Foster ma la svolta è l’aver posto al centro della pellicola non una donna di azione o la classica scienziata tutta di un pezzo ma una intellettuale a tratti fragile e tormentata.

Una grande citazione si evince negli incontri solo sfumati con gli eptapodi alieni. Si ricorda infatti Incontri ravvicinati del terzo tipo che fece alla sua uscita tanto scalpore per la tematica e lo snodo dell’intreccio.

Arrival ruota essenzialmente intorno due universali tematiche: amore in senso assoluto e perdita, in primis quella di un figlio e sulla scommessa della vita nel senso più vario ed ampio del termine. Forse non immediato ma assolutamente da vedere.

Arrival – Il trailer

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