100 anni della Universal: Gli uccelli

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Oggi, per il nostro nuovo appuntamento sui 100 anni della Universal, parliamo di un capolavoro del cinema: Gli uccelli, di Alfred Hitchcock.

Origini e influenze

Per questo film non c’è molto da dire sulla trama, chi non la conosce. L’origine della storia Hitchcock  la trova nell’omonimo romando di Daphne Du Maurier, di cui mantiene principalmente solo l’idea di punta, ovvero gli uccelli contro gli uomini.

Questo film, per Hitchcock, fu una specie di esperimento, in particolare per quello che riguarda l’aspetto sonoro, infatti escludendo alcune canzoni, la colonna sonora del film è interamente interpretata dal film stesso, dai rumori presenti in esso: lo sbattere delle ali, i versi, i fischi, tutto questo contornato dal un silenzio totale, così da dare a questi effetti sonori, piena padronanza della scena.

Ed è così che ascoltando questi rumori, la sensazione di fastidio, si tramuta in una angoscia vera e propria per il telespettatore, in modo da catapultarlo totalmente all’interno del film, quella stessa tecnica che usò Spielberg per dirigere Lo Squalo, creare una situazione di minaccia mortale, non visibile , ma ben presente.

La critica

Al momento dell’uscita nel cinema, nel 1963, il film ebbe successo al botteghino, ma non riuscì ad ottenere i consensi positivi dalla critica.

Giornalisti e critici si trovarono di fronte un film da una trama semplice, lento e con una sceneggiatura povera. Marcarono molto sul fatto che il film finiva senza un vero finale, senza spiegare il comportamento anomalo di tutti gli uccelli. In particolare Hitchcock si rifiutò di mettere la scritta ‘THE END’ nell’ultimo fotogramma, che raffigurava tutti i volatili fermi, seduti, in assetto minaccioso, quasi a indicare che il disagio finisce nel film, ma continuerà nella testa dello spettatore.

Ma come succede spesso, con gli anni il film è stato rivalutato e considerato, insieme al successo di Psycho, girato tre anni prima, uno dei maggiori capolavori del regista inglese.

Alla fine…

Gli uccelli, si può considerare come un thriller, come un film drammatico o anche un film horror. Ma in qualunque modo lo si cataloghi, non si può negare la maestria del regista inglese nel saper mescolare tantissimi elementi, sonori e visivi in particolare, per partorire un prodotto esteticamente perfetto.

Un film da vedere e da rivalutare e, perchè no, anche da prenderci spunto

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