“The Blues Brothers” compie 30 anni

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Ieri su Repubblica è comparsa (con qualche giorno di anticipo, per la verità) una paginona celebrativa del “film mito di John Landis”, che uscì il 6 giugno 1980. Suppongo che “The Blues Brothers” sia uno di quei film che hanno visto tutti, ma proprio tutti, e di cui è impossibile dimenticare parecchie gag come quella sui “nazisti dell’Illinois” (guarda il video della battuta sui “nazisti dell’Illinois” tratto da The Blues Brothers).

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E’ inutile dunque che vi prenda in giro, pretendendo di rivelarvi qualcosa di nuovo. Per gli appassionati di retroscena/gossip storiografici, però, Carlo Moretti di Repubblica è andato a ripescare i “Blues Brothers” intesi come band musicale. Questa nacque due anni prima del film, come spinoff del “Saturday Night Live”: lo storico show della NBC in cui John Belushi fa da mattatore con la sua comicità surreale e spiazzante.

Ebbene, della band faceva parte il sassofonista Lou Marini: ve lo ricordate quello che suonava il sassofono, e ballava, nell’incontenibile Think di Aretha Franklin? Ecco. Quello. E’ ancora attivo, ed quest’estate si trova in Italia per occuparsi della direzione artistica del Brianza Blues Festival (in programma alla Villa Reale di Monza dal 16 al 18 luglio prossimi).

Carlo Moretti dunque l’ha incontrato, facendosi raccontare un po’ di storielle & curiosità. Ecco ad esempio cosa dice a proposito della suddetta scena con Aretha Franklin:

“Prima di girarla l’abbiamo provata per una settimana in uno studio di danza, tutti schierati di fronte agli specchi. Per me la difficoltà maggiore era riuscire a suonare il sassofono mentre seguivo la coreografia, e non era affatto facile perché il mio solo aveva un tempo diverso rispetto ai passi di danza. Ma quello che successe è che io danzavo sopra il bancone del bar-ristorante e, per poter riprendere tutti, l’operatore in un paio di momenti tagliò via la mia testa, dalle spalle in su. John Landis era dispiaciuto, ma aggiunse anche che Aretha era stata fantastica e gli sarebbe dispiaciuto ripetere le riprese”.

E a proposito di come nacque la band musicale dei Blues Brothers:

“Accadde come succede nel film, fu Belushi a dire: ‘Dai, facciamo la band’. Lui e Dan Aykroyd erano spesso ospiti del programma in cui io, con Paul Shaffer e altri eravamo la ‘resident band’, un lavoro prestigioso in un programma che aveva un impatto fortissimo sui telespettatori americani: Belushi diceva qualcosa nello show e lunedì tutti in ufficio o nei bar ancora ne parlavano […]. Una sera saltò il numero comico del programma all’ultimo minuto e lo sostituimmo con un paio di pezzi con John e Dan: il successo fu enorme e dalla settimana successiva diventò un appuntamento fisso. Poi ci fu la telefonata di Belushi che ci proponeva di aprire con la band uno spettacolo di Steve Martin a Los Angeles”.

Eh già, altro che Zelig…

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