‘Bologna 2 Agosto… I giorni della collera’: la storia da non dimenticare

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Bologna 2 Agosto… I giorni della collera. Il titolo rivela il soggetto della pellicola in maniera molto esauriente.

Bologna 2 Agosto… I giorni della collera

di Pasquale Mesiano

Per quelli di voi nati dopo il 1980 con gravi lacune in storia moderna, riassumo brevemente l’evento storico oggetto del film: 2 Agosto 1980 ore 10:25, nella sala d’aspetto di 2° classe della stazione di Bologna vengono fatti brillare 23 kg di esplosivo. Bilancio: 85 vittime, più di 200 feriti…

La giustizia italiana condanna all’ergastolo per l’esecuzione materiale dell’attentato due militanti di estrema destra appartenenti ai NAR: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, nel film con lo pseudonimo di Alviero Fiori e Antonella de Campo. Per dovere di cronaca i due si sono dichiarati colpevoli di svariati crimini e omicidi, ma sempre totalmente estranei alla strage di Bologna. A tutt’oggi la storiografia si diletta su ipotesi di complotto, depistaggio, servizi segreti deviati e su tutto quell’armamentario tipico dei grandi eventi storici Italiani, che oscurano la realtà e non permettono mai di arrivare alla verità.

La pellicola narra in maniera precisa gli accadimenti di quei giorni, cercando di non dare una versione parziale, ma piuttosto di compendiarli, dimostrando un profondo studio storico degli eventi occorsi in quel periodo. Nel film non c’è nessun intento giustificatorio, ma si mostra in maniera chiara la strumentalizzazione della collera politica dei giovani degli anni di piombo, usati come pistole nelle mani della criminalità, della massoneria e della politica di quegli anni.

Discreta la regia di Giorgio Molteni, che tenta di dare un senso di “finto realismo” alternando porzioni di veri filmati d’epoca a tratti di girato con telecamera a mano. Ma il risultato è e rimane mediocre.

I dialoghi sono ingessati, didascalici, non trasmettono le forti emozioni dei protagonisti, l’agitazione durante l’azione. In alcuni momenti scade quasi nel ridicolo: emblematico il “Presto, portate una barella” quasi sussurrato dal dottore che soccorre “Antonella del campo” gravemente ferita dopo il suo ultimo atto criminale. Se il titolo vuole richiamare l’attenzione sull’atmosfera di quell’epoca, l’atmosfera è purtroppo ciò che manca…

Come spesso succede nei film storici si finisce con il confonderli con dei documentari, dimenticando che il cinema non è informazione ma emozione. Anche il tentavo di conferire un alone di mistero, inserendo richiami a documentate teorie sul coinvolgimento della massoneria, piuttosto che ai servizi segreti deviati, risulta goffo e poco convincente.

Si può lodare l’impegno di uomini e mezzi, ma il risultato è decisamente scarso…

La fotogallery dei protagonisti

Alcune clip dal film

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