Alla vigilia dell’uscita italiana di “Donne Senza Uomini” (Leone d’Argento all’ultima mostra di Venezia), Shirin Neshat la settimana scorsa ha fatto un giro di presentazione del film nelle principali città del nostro paese. Il primo incontro si è tenuto il 6 marzo a Bologna presso il Mambo (Museo d’Arte Moderna di Bologna): una location appropriata, dato che la Neshat è famosa fino ad oggi soprattutto come artista visuale.
Secondogenito del pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir, Jean non poteva far altro che ereditare la lezione artistica del padre.
Appassionatosi di cinema “grazie” ad una ferita riportata in guerra (la Prima Guerra Mondiale, ndr), Renoir divenne uno dei maggiori esponenti del realismo poetico, corrente cinematografica nata nella Francia degli anni ’30 che pone le basi del cinema moderno.
Non c’è peggior cosa di una commedia sentimentale senza sentimenti. Ieri sera, forse perché affezionata a una Carrie Bradshow che per anni ha allietato le mie serate, ho inforcato gli occhiali davanti a “Che fine hanno fatto i Morgan?“, apparentemente gustosa commediola americana a base di sentimenti e leggerezza. Purtroppo però le mie aspettative sono state deluse, visto che i due attori protagonisti, Sarah Jessica Parker e Hugh Grant, sembravano davvero sottotono.
Era tra i film più attesi dell’anno e finalmente è arrivato nelle nostre sale.
Sto parlando dell’ultimo film di Tim Burton Alice in Wonderland con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Elena Bonham Carter e Anne Hathaway.
Un film davvero molto bello ma con qualche neo.
E’ una delle opere più belle che abbia visto negli ultimi tempi, ma credo che bisognerà attendere parecchio per la sua distribuzione in Europa e in Italia (se mai ci sarà). Consiglio vivamente di recuperarlo in rete.
My Name Is Khan è il nuovo film di Karan Johar.
Per maggiori dettagli, scopri di seguito la recensione di questo film.
A Clint Eastwood si devono alcuni dei film più importanti degli ultimi anni, ed è inevitabile che da ogni sua nuova uscita ci si attenda un capolavoro.
Come pochi altri Eastwood si è specializzato nel raccontare storie di eroi imprevisti, spesso disperati, e quasi sempre destinati alla sconfitta.
Ma stavolta è diverso.
Scopri qui la grandezza di questo film.
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“Anche l’uomo che ha puro il suo cuore, ed ogni giorno si raccoglie in preghiera, può diventar lupo se fiorisce l’aconito, e la luna piena splende la sera”.
È con questa poesia che lo sceneggiatore Kurt Siodmak, ne The Wolf Man di George Waggner del 1941, descrive l’angoscia del gentleman Lawrence Talbot, costretto ad affrontare il suo destino di uomo-lupo.
Continua la lettura della storia cinematografica dell’uomo licantropo.
Dopo quasi due anni di attesa è finalmente arrivato nelle nostre sale The Wolfman, remake del famosissimo The Wolf Man, film del 1941 diretto da George Waggner e interpretato da Lon Chaney jr.
Il film narra la storia del giovane Lawrence Talbot, richiamato a Blackmoor, suo paese d’infanzia, dalla fidanzata del fratello, misteriosamente scomparso. Arrivato a casa da suo padre scopre che sulla sua famiglia incombe una terribile maledizione.
E’ stato definito un film “buonista” e forse lo è.
Ciò che è certo è che “Invictus”, l’ultima fatica di Cleant Eastwood, è un buon film.
Il regista americano ha scattato una foto su un periodo storico difficile, quello vissuto dai sudafricani durante l’Apartheid, e lo ha fatto magistralmente, senza mai essere eccessivo, con la sobrietà che gli è propria.
Leggi la recensione del film di seguito.

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