Non sempre i sequel sono una delusione, qualche volta ci prendono… spesso anche i sequel dei film d’animazione risultano essere una delusione, guarda ad esempio Shrek 1, 2, 3; i primi due erano carini, il terzo a mio avviso risulta pesante oltre che scontato!
Comincia oggi l’appuntamento con una nuova rubrica, qui su Cinemio: quella sui film tratti da libri famosi o meno conosciuti ma ugualmente accattivanti per i cineasti.
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D’accordo lo ammetto, sono affetta dalla sindrome di Peter Pan: i film d’animazione mi sono sempre piaciuti, e ora che ho una bimba con l’età giusta, ho trovato il pretesto per riprendere ad andare al cinema a vederli. E’ per questo motivo che oggi vi parlo di Dragon Trainer, che non è un capolavoro, ma nel complesso mi è piaciuto. E vi spiego il perché.
E’ uscito nelle sale il 15 ottobre ed è primo nel box-office italiano prima ancora dell’appena sfornato This is it, sto parlando di Up il cartone della Walt Disney Pixar.
Fondamentalmente non riesco a capire il perchè, io l’ho visto e a me non ha assolutamente stupito, nelle presentazioni e nei vari trailer aveva creato una forte aspettativa in me che non è stata ricompensata purtroppo.
Uscirà nelle sale il prossimo 3 aprile il nuovo film d’animazione della Dreamworks interamente realizzato in 3D anzi in InTru 3d, l’ultima generazione del 3D.
Finalmente un cartone che non è nè della Pixar nè della Dreamworks ma della Walt Disney Studios è nelle sale cinematografiche dal 28 novembre 2008.
Si è vero dalla Pixar è difficile rimanere delusi, è per così dire una “garanzia di qualità”, ma questa volta credo abbia svolto il miglior lavoro…
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Quello che mi ha sempre colpito di questi cartoni sono state le storie, sempre alternative e diverse dal solito, come nel caso di Ratatouille (finora un topino chef non si era mai visto), o Alla Ricerca di Nemo, storie simpatiche, leggere ed adatte sia ad un pubblico di piccini che adulto.
La prima cosa che ho pensato prima che iniziassi a vederlo è stata: “ma per 98 minuti non ci saranno daloghi visto che i personaggi sono dei robot…” e la cosa mi ha abbastanza preoccupato fino a quando continuando a guardare non ho capito che i dialoghi non servivano, bastavano le splendide immagini dell’universo, della terra, dei pianeti a suscitare delle bellissime emozioni oltre alla simpatia suscitata dal robottino Wall-e.
L’argomento è attualissimo: l’inquinamento atmosferico; Wall-e è infatti l’ultimo robot che gli umani si sono dimenticati di spegnere quando hanno deciso di trasferirsi nello spazio perchè l’ambiente terrestre è diventato invivibile a causa dell’inquinamento. Nelle scene iniziali si vedono montagne di rifiuti, che Wall-e comprime e ammassa, più alte dei grattacieli americani; il nostro robottino ha sviluppato così una sua personalità ed è estremamente curioso, ma si sente profondamente solo fino a quando non sbarca sulla terra una sonda spaziale, Eve, mandata dagli umani per verificare se esistano o meno le condizioni per la vita. A questo punto inizia un simpatico corteggiamento che porterà Wall-e a seguire Eve nella sonda madre…
Il resto della storia è sicuramente meglio seguirla nel cartone, vi posso solamente dire che gli umani sono oramai divenuti tutti obesi, non camminano più, mangiano 24 ore su 24 e comunicano attraverso dei monitor…
Non credo possa essere considerato un film adatto per dei bambini (al cinema ho visto delle famiglie con figli piccoli uscire durante la visione) anche se sarebbe sicuramente educativo, ma è un vero capolavoro per la storia, le immagini, le battute, un film di fantascienza innovativo che rimanda sicuramente a 2001: Odissea nello spazio; il tema centrale sono infatti le macchine.
Un altro tema trattato è “l’importanza e la centralità del racconto audiovisivo (e quindi del cinema) nel modo in cui conosciamo la realtà. Tutti i momenti chiave del film sono mediati dalla visione di un video (sia reale che di finzione)” (da mymovies.it); è la prima volta che un film mi spinge a riflettere su quest’argomento “scusate se è poco”.
Dopo essere stata bombardata da spot pubblicitari alla radio e alla televisione sono andata a vedere Kung fu Panda, l’ultimo cartone della Dreamworks uscito nelle sale il 29 di agosto.
Finora non ero rimasta mai delusa dalle pellicole di questo studio cinematografico che ha prodotto, tra gli altri, Shrek (2001), Shrek 2 (2004), Madagascar (2005), Giù per il tubo (2006) e molti altri… tutte pellicole molto carine e gradevoli adatte sia per un pubblico di adulti che di piccini.
Stavolta invece sono rimasta veramente male perchè mi aspettavo molto di più…vi racconto brevemente la storia: Po è un panda molto giovane che fa il cameriere nel ristorande del padre (un volatile) che ha anche montato su una vera azienda catering e che ha come specialità i noodles cucinati secondo una ricetta segreta. Po nel frattempo sogna di poter essere un eroe del kung fu. Finchè un giorno, dopo una predizione che lo considererebbe come l’eletto Guerriero Dragon, si ritrova nella scuola del Maestro Shifu. In questo modo può incontrare e conoscere i suoi idoli, i Furious Five: Tigress, Crane, Mantis, Viper e Monkey i quali non sono particolarmente entusiasti di vederlo. Giorno dopo giorno, nonostante un duro addestramento, svaniscono le speranze di divenire un giovane guerriero fino a quando Tai Lung, il cattivo e fortissimo leopardo delle nevi, scappa dalla prigione e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero. E’ proprio a questo pinto che Po ci svelerà delle sorprese…
Nonostante la storia sembri accattvante risulta, secondo me, nella realizzazione, priva di consistenza e in confronto con gli altri cartoni non regge. Credo che in questo caso si sia voluto fare qualcosa di adatto per i più piccoli a discapito di tutta la lunga tradizione storica sul kung fu…
Immagino che non tutti siano d’accordo con me, visto che al Box Office Kung fu è ancora primo seguito da: Un giorno Perfetto e X-File: Voglio crederci (Fonte originale: mymovies.it) ma sono sicura che avrò modo di rifarmi con i prossimi cartoni.

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