E’ un film francese, senza dubbio; e, come ogni film francese che si rispetti, è colto e studiato nei minimi dettagli: è, insomma, un classico excercice de style. Stiamo parlando di “Alibi e Sospetti“, pellicola girata da Pascal Bonitzer e uscita in Italia nell’estate del 2009; il regista ha portato sul grande schermo il romanzo di Agatha Christie “Poirot e la salma” (titolo originale “The Hollow”, del 1946) con qualche modifica e un buon cast.
Dall’intuizione di due baresi emigrati a Roma nasce U Mègghie Paìse, film documento su Bari, sui baresi e sul loro amore per la città e per la squadra.
Dopo due settimane in compagnia di storie toccanti, mi lascio piacevolmente accompagnare verso avvenimenti più rosei nel favoloso mondo di Amelie (Audrey Tautou). Lei non viaggia in un mondo surreale, ma si reinventa nella realtà, sfruttando appieno le potenzialità umane. La timidezza sbocca in un mondo favoloso, popolato da pensieri fanciulleschi ed originali.
Eccomi qui a raccontare ancora un incontro tenutosi a Bologna nei giorni scorsi: il periodo è decisamente ricco di appuntamenti, e del resto il tempo primaverile invoglia finalmente ad uscire un po’ di più (comunque, per non diventare troppo monotematico, la prossima settimana vedrò di rimediare parlando di qualche nuovo film in sala). Questo evento in particolare mi è stato segnalato dalla sempre attenta Antonella, e perciò la ringrazio.
E’ uscito un anno fa, ma noi l’abbiamo scovato - con molta soddisfazione - solo adesso: è “Fuori Menù“, una dissacrante commedia sentimentale spagnola girata dal regista Nacho G. Velilla. Si tratta di un film speziato, carico di sense of humour, che fa divertire senza mai essere eccessivo, riuscendo a toccare il tema dell’omosessualità con arguzia e tanta ironia.
La casa sulle nuvole, pluripremiata opera prima del regista Claudio Giovannesi, ha chiuso l’ultima edizione del festival Sguardi di Cinema italiano a Monopoli. Il regista, presente durante la proiezione, ci ha svelato alcuni segreti del making of del film, di cui raccontiamo una prima parte.
Parlare di un film come Blindness (Cecità) tratto dal bellissimo romanzo di Saramago, non è cosa semplice; per chi ha letto e amato il libro la pellicola sembrerà certamente riduttiva, non all’altezza della parola scritta, per chi non ha letto il romanzo il film potrà risultare superficiale, forse un pò banale, quindi come approcciare una recensione senza cadere nelle trappole sopracitate?
La scorsa settimana la nostra Flavia si è occupata di Soul Kitchen (2009), ottima commedia vincitrice del Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia 2009, diretta dall’ispirato regista turco-tedesco Fatih Akin.
Mi è parso allora opportuno riportare alla memoria, o più probabilmente portare a conoscenza, un suo film-documentario del 2005, ingiustamente passato inosservato in Italia: Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul.
La travagliata odissea di una pittrice fuori dal comune. Icona del femminismo e attivista politica, la pittrice messicana ci ha regalato quadri grondanti di passione. All’età di 18 anni subì un tragico incidente: l’autobus dove si trovava, si scontrò con un trenino. Gravi le conseguenze per molti passeggeri, soprattutto per Frida (Salma Hayek).
Il 16 marzo scorso è stata presentata al Palazzo di Città a Bari la terza edizione di “Cinema senza Barriere”, un progetto promosso dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con altri enti, per avvicinare al cinema i non udenti e i non vedenti e che è stato inaugurato il 18 marzo.

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