Il 13 maggio, in tutti i cinema, arriverà Angeli e Demoni di Ron Howard, ex bravo ragazzo della tv, ex grande amico di Fonzie, ora miglior compagno di Tom Hanks, con il quale continua una solidale collaborazione dopo Il codice da Vinci del 2006.
L’ultima recensione del festival, per quanto mi riguarda perchè sono di partenza, la dedico a Somtum del thailandese Nontakorn Taweesuk; la pellicola, una divertente commedia sulla rabbia e sugli inconvenienti del peperoncino, vede protagonista un turista australiano che si ritrova in terra straniera senza passaporto e senza soldi; aiutato da due ragazzine dovrà vedersela con dei contrabbandieri di droga e con la sua “nuova” famiglia thailandese.
Al Visionaria di Udine si respira un’aria diversa dal Teatro Nuovo, più raccolta, meno frenetica; nella struttura che ricorda un loft sociale autogestito vengono proiettati ogni mattina i lavori televisivi di Ann Hui nome illustre della new wave anni ‘80 di Hong Kong.
Della regista il festival propone la serie televisiva degli anni settanta ICAC, una sorta di agenzia governativa che indaga su soprusi, corruzioni, furbi poliziotti e sale da gioco clandestine.
La diversità come genere, come luogo e come distanza emotiva è il filo conduttore del pomeriggio resistente udinese al Far East: la giapponese Mami Hamada ci conduce nei segreti dei personaggi e delle vicende dei film di animazione di Miyazaki, il grande Maestro nipponico viene svelato ai più piccoli (ma la sala era gremita anche dai più grandicelli) tra poesia ed incanto narrativo.
Udine stamattina si sveglia col sole, un sole caldo e resistente; la fanfara comunale accoglie nelle strade i reduci partigiani friulani con i loro colorati gonfaloni e mentre il Sindaco ricorda i valori della Costituzione ed i pericoli che essa corre con l’attuale stato sociale, le bandiere rosse dei manifestanti si fondono con quelle arancioni del Festival.
Immergersi nell’atmosfera di un festival di cinema è una delle esperienze più affascinanti che ti possa capitare: dai riflettori patinati di Venezia, con il suo contorno di starlette e divismo cronico al mormorio intellettuale di Pesaro, con la sua modesta semplicità; dal Premio Bizzarri del documentario italiano a San Benedetto del Tronto fino ai piccolissimi festival cittadini, nelle rassegne cinematografiche si respira comunque aria di festa.
Da oggi Cinemio.it si arricchisce di un nuovo collaboratore, Luigi Coccia, che prenderà parte al progetto con una nuova rubrica: Cronache Cinematografiche.
Come primo appuntamento Luigi ha deciso di farci partecipare attivamente alla rassegna cinematografica alla quale lui stesso è presente fisicamente il Far East Film Festival di Udine, eh si sarà il nostro inviato speciale da Udine e sono molto contenta oltre che curiosa di leggere tutto ciò che ci scriverà.
Sono iniziate ieri le riprese del nuovo film di Carlo Verdone, che, con un titolo a dir poco consonantico Io, loro e Lara, si prospetta come una svolta per l’autore romano, oggi più deciso che mai a lasciarsi alle spalle ruoli da piccolo borghese, un po’ volgarotto e un po’ burino.
Dopo aver visto “The international” con l’affascinante Clive Owen, perlatro indovinatissimo in quel personaggio, ho deciso di seguire il filone thriller e di buttarmi con Duplicity, dove ancora una volta ritroviamo Clive Owen e l’oramai veterana Julia Roberts.
Tutti quelli che ricordano Kim Rossi Stuart ai tempi di Fantaghirò ormai saranno delusi: il principe Romualdo non esiste più. Ora Kim è un uomo, è adulto, è un attore italiano tra i migliori. Chi non ha potuto apprezzarlo nelle sue recenti fatiche, tra cui Romanzo Criminale di Placido nei panni del Freddo?

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